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Per conoscere la destinazione d’uso di un terreno il cittadino viene ancora mandato allo sportello comunale. Eppure la legge dice il contrario: quelle informazioni devono essere online, accessibili e liberamente consultabili. Il problema non è normativo, ma culturale.

La pianificazione urbanistica non è un segreto d’ufficio. PRG, PGT e destinazioni d’uso devono essere pubblici e consultabili sul sito comunale, senza code e senza mediazioni. Lo impongono trasparenza e amministrazione digitale.

“Venga in Comune a chiedere”: una frase che nel 2026 non ha più valore giuridico. La destinazione urbanistica di un’area è un diritto conoscibile online, non una concessione da sportello.

👉 Tutti questi documenti, salvo dati sensibili, devono essere liberamente consultabili, preferibilmente in formato PDF scaricabile, senza necessità di istanza di accesso agli atti.

2️⃣ Documenti tipici correlati al Piano Regolatore / PGT che ogni Comune deve rendere pubblici

In base alla normativa urbanistica italiana (con particolare riferimento alla Lombardia, ma la struttura è comune), i documenti normalmente accessibili e pubblicabili online sono:

📘 Strumenti urbanistici generali

🗺️ Elaborati grafici

📑 Normativa e regolamenti

🧭 Atti di pianificazione attuativa

🏛️ Atti amministrativi


Destinazione d’uso dei terreni: perché il cittadino non dovrebbe più “andare allo sportello”

È opinione diffusissima – e purtroppo ancora praticata – che per sapere quale sia la destinazione urbanistica di un terreno o di una zona comunale il cittadino debba necessariamente recarsi fisicamente presso gli sportelli del Comune, prendere un numero, attendere e chiedere informazioni a un funzionario.
Un’abitudine che sa di Novecento, ma che non trova più alcun fondamento giuridico.
La verità, poco conosciuta ma giuridicamente solida, è che il cittadino ha diritto a conoscere autonomamente e liberamente la destinazione d’uso di qualsiasi area comunale mediante consultazione del sito istituzionale dell’ente, senza mediazioni, senza istanze, senza discrezionalità.
Questo diritto discende direttamente da un principio cardine dell’ordinamento: la trasparenza totale dell’azione amministrativa.
Il Decreto Legislativo n. 33 del 14 marzo 2013, recante “Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”, stabilisce che gli enti pubblici devono rendere accessibili, comprensibili e liberamente consultabili i documenti fondamentali della pianificazione territoriale.
Tra questi rientrano senza dubbio:
il Piano Regolatore / PGT,
le Norme Tecniche di Attuazione,
le tavole di zonizzazione e dei vincoli.
A rafforzare ulteriormente il quadro interviene il Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. n. 82/2005), che impone alla Pubblica Amministrazione l’obbligo di digitalizzare e pubblicare i dati di interesse pubblico, affinché il cittadino possa esercitare i propri diritti senza ostacoli materiali o interpretativi.
Ne consegue una conclusione scomoda ma inevitabile:
👉 costringere il cittadino a recarsi allo sportello per conoscere una destinazione urbanistica equivale a una carenza di trasparenza digitale, non a una necessità tecnica o giuridica.
In un’epoca in cui tutto è online – dai certificati anagrafici alle dichiarazioni fiscali – la pianificazione urbanistica non può restare confinata dietro una scrivania o un “venga il martedì mattina”.
La conoscibilità del territorio è un diritto civile, non una concessione.
La modernità amministrativa si misura anche da questo:
quanto un Comune si fida dei propri cittadini, mettendo loro in mano le informazioni, invece di custodirle dietro uno sportello.

Bibliografia essenziale
Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n. 33 – Trasparenza della Pubblica Amministrazione
Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82 – Codice dell’Amministrazione Digitale
Consiglio di Stato, giurisprudenza in materia di accessibilità e pubblicità degli atti di pianificazione urbanistica

Geometra Ermanno Faccio
(Consulente tecnico degli utenti della Pubblica Amministrazione)