Strumenti per tutti
Per conoscere la destinazione d’uso di un terreno il cittadino viene ancora mandato allo sportello comunale. Eppure la legge dice il contrario: quelle informazioni devono essere online, accessibili e liberamente consultabili. Il problema non è normativo, ma culturale.
La pianificazione urbanistica non è un segreto d’ufficio. PRG, PGT e destinazioni d’uso devono essere pubblici e consultabili sul sito comunale, senza code e senza mediazioni. Lo impongono trasparenza e amministrazione digitale.
“Venga in Comune a chiedere”: una frase che nel 2026 non ha più valore giuridico. La destinazione urbanistica di un’area è un diritto conoscibile online, non una concessione da sportello.
👉 Tutti questi documenti, salvo dati sensibili, devono essere liberamente consultabili, preferibilmente in formato PDF scaricabile, senza necessità di istanza di accesso agli atti.
2️⃣ Documenti tipici correlati al Piano Regolatore / PGT che ogni Comune deve rendere pubblici
In base alla normativa urbanistica italiana (con particolare riferimento alla Lombardia, ma la struttura è comune), i documenti normalmente accessibili e pubblicabili online sono:
📘 Strumenti urbanistici generali
- PGT – Piano di Governo del Territorio, composto da:
- Documento di Piano
- Piano dei Servizi
- Piano delle Regole
- PRG – Piano Regolatore Generale (per Comuni non ancora adeguati al PGT)
- Programma di Fabbricazione (nei Comuni che lo hanno come strumento previgente)
🗺️ Elaborati grafici
- Tavole di zonizzazione
- Tavole dei vincoli (paesaggistici, ambientali, idrogeologici, cimiteriali, ecc.)
- Carte di fattibilità geologica e sismica
- Carte del reticolo idrico
- Tavole dei servizi e delle infrastrutture
📑 Normativa e regolamenti
- Norme Tecniche di Attuazione (NTA)
- Regolamento Edilizio
- Regolamento Igiene (se separato)
- Eventuali linee guida interpretative o circolari tecniche
🧭 Atti di pianificazione attuativa
- Piani Attuativi (PA, PII, Piani di Lottizzazione, PEEP, PIRU, ecc.)
- Accordi di Programma
- Varianti urbanistiche (adottate e approvate)
🏛️ Atti amministrativi
- Delibere di adozione e approvazione
- Avvisi di deposito e pubblicazione
- Relazioni illustrative e VAS (Valutazione Ambientale Strategica)
- Sintesi non tecnica VAS
- 👉 Tutti questi documenti, salvo dati sensibili, devono essere liberamente consultabili, preferibilmente in formato PDF scaricabile, senza necessità di istanza di accesso agli atti.
Destinazione d’uso dei terreni: perché il cittadino non dovrebbe più “andare allo sportello”
È opinione diffusissima – e purtroppo ancora praticata – che per sapere quale sia la destinazione urbanistica di un terreno o di una zona comunale il cittadino debba necessariamente recarsi fisicamente presso gli sportelli del Comune, prendere un numero, attendere e chiedere informazioni a un funzionario.
Un’abitudine che sa di Novecento, ma che non trova più alcun fondamento giuridico.
La verità, poco conosciuta ma giuridicamente solida, è che il cittadino ha diritto a conoscere autonomamente e liberamente la destinazione d’uso di qualsiasi area comunale mediante consultazione del sito istituzionale dell’ente, senza mediazioni, senza istanze, senza discrezionalità.
Questo diritto discende direttamente da un principio cardine dell’ordinamento: la trasparenza totale dell’azione amministrativa.
Il Decreto Legislativo n. 33 del 14 marzo 2013, recante “Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni”, stabilisce che gli enti pubblici devono rendere accessibili, comprensibili e liberamente consultabili i documenti fondamentali della pianificazione territoriale.
Tra questi rientrano senza dubbio:
il Piano Regolatore / PGT,
le Norme Tecniche di Attuazione,
le tavole di zonizzazione e dei vincoli.
A rafforzare ulteriormente il quadro interviene il Codice dell’Amministrazione Digitale (D.Lgs. n. 82/2005), che impone alla Pubblica Amministrazione l’obbligo di digitalizzare e pubblicare i dati di interesse pubblico, affinché il cittadino possa esercitare i propri diritti senza ostacoli materiali o interpretativi.
Ne consegue una conclusione scomoda ma inevitabile:
👉 costringere il cittadino a recarsi allo sportello per conoscere una destinazione urbanistica equivale a una carenza di trasparenza digitale, non a una necessità tecnica o giuridica.
In un’epoca in cui tutto è online – dai certificati anagrafici alle dichiarazioni fiscali – la pianificazione urbanistica non può restare confinata dietro una scrivania o un “venga il martedì mattina”.
La conoscibilità del territorio è un diritto civile, non una concessione.
La modernità amministrativa si misura anche da questo:
quanto un Comune si fida dei propri cittadini, mettendo loro in mano le informazioni, invece di custodirle dietro uno sportello.
Bibliografia essenziale
Decreto Legislativo 14 marzo 2013, n. 33 – Trasparenza della Pubblica Amministrazione
Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n. 82 – Codice dell’Amministrazione Digitale
Consiglio di Stato, giurisprudenza in materia di accessibilità e pubblicità degli atti di pianificazione urbanistica
Geometra Ermanno Faccio
(Consulente tecnico degli utenti della Pubblica Amministrazione)

